Piattaforme di scambio di criptovalute e conformità KYC negativa
KYC e le norme antiriciclaggio non vengono rispettate da quasi il 68% dei scambi di criptovaluta in tutto il mondo. Solo il 32% risulta rispettare pienamente le norme di conformità.
Questo significa che, in un modo o nell'altro, una volta che le direttive antiriciclaggio riviste saranno in vigore nel 2019, queste aziende dovranno riformare completamente il loro modo di operare, in conformità con i regolamenti UE.
Uno studio analitico condotto da PAID Strategies ha rivelato che oltre la metà degli exchange di criptovalute con sede negli Stati Uniti e nell'Unione Europea non rispetta le normative.
Motivi di inadempienza
Con un campione di un quarto di cento, PAID Strategies ha dimostrato che molti degli exchange di criptovalute non riescono a verificare l'identità dei loro utenti. La maggior parte degli exchange di criptovalute si svolge senza chiedere Non è richiesta alcuna prova sostanziale di identità o documentazione ufficiale per verificare l'utente prima di autorizzare lo scambio. La prassi comune prevede di chiedere all'utente semplicemente il suo numero di cellulare o indirizzo email.
Queste informazioni sono pressoché insufficienti per effettuare verifiche di identità o valutazioni del rischio. Inoltre, possono essere facilmente reperite da diverse altre fonti. Non è raro che le persone aggiornino i propri dati di contatto, in particolare gli indirizzi email, sui profili dei social media. Essendo questi dati altamente vulnerabili al furto d'identità, è assolutamente necessario un'attenta analisi e un controllo approfondito.

Conformità alle normative antiriciclaggio per le criptovalute
A partire da maggio 2018, è entrato in vigore il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che impone alle aziende, alle ICO e agli exchange di criptovalute con sede nell'UE di aggiornare le proprie politiche di protezione e accesso ai dati. Analogamente, a giugno 2018, l'UE ha varato una quarta direttiva antiriciclaggio (AML) volta a contrastare i reati legati alle criptovalute e a frenare il finanziamento del terrorismo. La direttiva spiega in dettaglio come le organizzazioni debbano aggiornare e mantenere i propri processi di screening AML. In caso di inadempienza, sono previste severe sanzioni per garantire la sicurezza del mercato virtuale.
Un quinto Direttiva antiriciclaggio È inoltre previsto che venga presentato nel giugno 2019, e si prevede che rafforzerà i sistemi di sicurezza attraverso l'applicazione di leggi più severe.
Effetti del KYC sulle criptovalute
State certi che il mondo delle criptovalute sarebbe un posto molto migliore con transazioni sicure. Il rispetto delle normative KYC e AML limiterebbe il numero di frodi e preverrebbe ingenti perdite. Criminalità crittografica Questo rischio può essere ridotto se l'identità degli investitori nelle ICO e degli utenti delle piattaforme di scambio di criptovalute viene verificata in modo adeguato e completo. È necessario richiedere tutte le informazioni richieste e confrontarle con i documenti di identità originali rilasciati dallo Stato. Anche l'autenticità di tali documenti deve essere verificata. Ciò consentirà di contrastare la falsificazione e il furto di identità, riducendo di conseguenza i casi di riciclaggio di denaro, terrorismo e furto di carte.
Affinché gli utenti possano fidarsi degli exchange di criptovalute, è fondamentale che le loro transazioni siano sicure, che il loro denaro non venga utilizzato per scopi illeciti e che, in caso di furto d'identità, i loro fondi non vengano impiegati o accettati in modo improprio dagli exchange stessi. Tuttavia, fino ad ora, gli exchange di criptovalute non si sono conformati alle normative KYC e AML, con conseguente aumento delle frodi e, di conseguenza, delle perdite.
Il modo più semplice per le aziende nell'UE di proteggere i propri beni e le proprie finanze è quello di utilizzare software di gestione delle identità facilmente integrabili nei loro sistemi.
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